martedì 2 agosto 2016

ANALISI DEL PERIODO L'AQUILA E LO SCARABEO

Un’aquila inseguiva una lepre che rivolse le sue suppliche al solo essere che il caso le pose sott'occhio: uno scarabeo. Questi le fece animo e, quando vide avvicinarsi l’aquila, cominciò a pregarla di non portargli via la sua protetta.Ma quella, tanto era piena di disprezzo per il minuscolo insetto, si divorò la lepre sotto i suoi occhi.
Da allora lo scarabeo non perdette più di vista i nidi dell’aquila e, appena essa deponeva le uova, saliva su a volo, le faceva rotolare e le rompeva; fino al giorno in cui, cacciata da ogni parte, l’aquila, che era l’uccello sacro a Zeus, si rifugiò presso dì lui e lo scongiurò di trovarle un luogo sicuro per covare.
Zeus le concedette di deporre le uova nel suo proprio grembo, ma lo Scarabeo se ne avvide, così fece una pallottola di sterco, si levò a volo e, giunto sopra il grembo del dio, ve la lasciò cadere. Zeus, per scuotersi di dosso lo sterco, si alzò e, senza accorgersene, gettò a terra le uova.
Da allora, dicono che, nella stagione in cui compaiono gli scarabei, le aquile non covano.
La favola insegna questo: non disprezzate nessuno, perché nessuno è tanto debole che, se viene offeso, non sia in grado un giorno di vendicarsi.




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